Il Crepuscolo della Civiltà
Chissà se e quando gli storici futuri descriveranno e racconteranno la nostra, come l’ epoca che ha sancito il tramonto di una civiltà , la fine ingloriosa di una quasi utopia, durata meno di un secolo, quella fondata sulla legalità come strumento di uguaglianza e di limite del potere. Una civiltà fondata sul Diritto, riconosciuto per primo dal Potere, come strumento di soluzione dei conflitti. Un patto venuto meno dal sorgere di un gangsterismo politico che riconosce solo se stesso come fonte di un nuovo Diritto che ne contempla l’assenza assoluta e sostituito dal sopruso della convenienza economica e personale. Un potere economico e criminale che non accetta di essere giudicato perché si fa Legge a sua volta e che in una sorta di sisma di Occidente, ovvero di quella parte di mondo che lo ha generato, condanna e si fa giustiziere dei suoi giudici.
Quello che è accaduto ai componenti della Corte Penale Internazionale, rei di aver giudicato e condannato lo sterminio del popolo palestinese da parte di Israele e privati per questo della loro libertà economica e relazionale grazie al furto digitale del loro patrimonio e all’isolamento comunicativo, non è solo la trasposizione in chiave moderna della scomunica a Spinoza, come scrive Paolo Benanti nel libro “Il caso Guillou – Storia di un’identità cancellata” , ma rappresenta la torsione massima (ad oggi) alla quale sia mai stato sottoposto il sistema democratico occidentale dalla sua nascita all’indomani delle due guerre mondiali. Il crimine che si trasforma in Giudice e capace, con i suoi mezzi, di mettere sul banco degli imputati e sanzionare chi si è permesso di condannarlo.Una torsione che rischia di essere fatale per quel delicato meccanismo di bilanciamento dei poteri, cuore e fondamenta del funzionamento di ogni democrazia e dei rapporti tra le democrazie (Stati) occidentali e tra queste e gli Istituti internazionali posti a tutela della legalità tra gli Stati e quindi esiziale per la Democrazia in quanto tale, abito politico e cardine della Civiltà Occidentale.
Sembra voler possedere il mondo un potere incontrollato e che si concepisce senza limiti, forte di una forza sancita dalle armi e dall’ implicita minaccia, ma altrettanto debole e ancor più pericoloso perché privo di un progetto politico che non sia quello della sopraffazione. Un Potere che nel mirino ha il superamento dello Stato di Diritto e le conseguenti forme democratiche. In questo senso un conflitto mondiale è già in atto, ma se è chiaro come, quel Potere, intende portarlo avanti, non lo è altrettanto nella parte di mondo presa di mira, l’Europa, non usa da tempo a mettere in discussione la propria identità e che forse proprio per questo appare incerta , impreparata , come tramortita dall’ esplodere di un conflitto novecentesco alle sue porte e dal riavvolgessi della Storia.