Governo Assoluto

Governo Assoluto

Settembre 30, 2026 0 Di beppe orlando

Democrazia è una parola manifesto. In dieci lettere è racchiuso il progetto più difficile e ambizioso  dell’essere umano organizzatosi in Società : il potere non imposto dall’alto ma,  al contrario, esercitato   dal basso, dal demos (popolo) che si fa kratos  (governo). Un potere quindi delegato e diffuso perché sottoposto al controllo e al giudizio dello stesso demos tramite un sistema elettorale condiviso ed in grado di tradurre il voto in rappresentanza della maggioranza.

Esercitare  la democrazia è il tentativo più nobile di dare immanenza ad una quasi utopia, quella di realizzare una società  la più giusta possibile. Per fare ciò è essenziale, però,   che chi esercita il Potere non arrivi ad identificarsi nel potere stesso. È per evitare  questo che il potere in una democrazia deve necessariamente essere  diviso: il legislativo che controlla quello esecutivo ed entrambi sottoposti alla Giurisdizione.

Ma è essenziale altresì, per evitare derive autoritarie, che il Potere Esecutivo riconosca ed accetti il proprio limite e i suoi “contro-poteri”,  come vitali per lo stesso progetto democratico, che concepisca il potere come esercizio del bene pubblico e non come il fine principale, il potere per il potere. Ma tra i “contro-poteri” così necessari per la salute della democrazia,  c’è n’è uno che pur non potendo disporre di alcun potere normato, realizza , per sua natura,  un controllo costante del “demos” sul “kratos” delegato: l’informazione.

L’informazione è il “sistema circolatorio”  della democrazia, il suo nutrimento, perché mentre svela e mette in circolo e a nudo l’esercizio (buono o cattivo che sia)  del Potere  ne consente, di ritorno,  il giudizio  del demos. Ma se l’informazione non è libera non arriva a realizzzare  il controllo necessario, traducendosi, anzi,  nel suo contrario.  Il Potere  da controllato diventa controllore dell’informazione , trasformando la democrazia  in un circuito chiuso, garantendosi, in questo modo, le condizioni per perpetuarsi all’infinito, in una sorta di Governo Assoluto.

Tentativi inequivocabili di una radicalizzazione del potere esecutivo aleggiano da tempo nel cielo della politica italiana, di cui alcuni per fortuna non andati a buon fine (referendum giustizia, riforma premierato), ma di quello in corso in questa torrida estate e relativo alla riforma del sistema elettorale, è talmente scoperta l’intenzione malandrina del potere in carica, di alterare l’esito delle prossime elezioni, che viene da chiedersi come sia possibile un tale azzardo dal sicuro profilo anticostituzionale e se ciò sia figlio di un potere forte di una forza fuori dalle regole, deciso ad assestare il colpo finale ad un sistema democratico sempre più debole, o al contrario di un potere debole e non meno pericoloso, poiché privo di ogni sentire democratico ed istituzionale, il cui orizzonte si riduce al potere in quanto tale, non avendo altro da offrire se non se stesso.

Siamo di fronte ad un Potere pericoloso perché si crede illimitato, che interpreta un mandato a governare, limitato nel tempo, come fosse un investitura di tipo imperiale, un mandato di natura non terrena, ma divina.