Gli anni in bianco e nero – un romanzo di Francesca Giannone

Gli anni in bianco e nero – un romanzo di Francesca Giannone

Luglio 14, 2026 2 Di beppe orlando

Salento, anni 60

Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero.”

Il mondo in bianco e nero è quello che le protagoniste hanno sotto la pelle,  quello che hanno trovato nascendo, fermo nel tempo  e forte della tradizione che si fa legge. Un mondo che è più facile accettare che cambiare e che ti protegge, a modo suo, se accetti il ruolo che ti è stato assegnato, ma che ti ripudia altrimenti. Con la felice metafora del “bianco e nero” , Giannone ci racconta, attraverso la parabola della famiglia Elia,  gli anni del cambiamento più profondo e difficile  del nostro Paese ed in particolare lo schiudersi della questione femminile, una presa di coscienza tanto fervida quanto dolorosa , destinata  a mettere in discussione rapporti di forza , privilegi secolari e tradizioni immutabili.

Casa Elia è soprattutto l’ annessa sartoria,  dove Mescia Lina insieme alle due figlie più grandi: Maria e Giovanna, ripara e crea vestiti per le donne del paese. Ada, la terza,  ha smesso di studiare e lavora in fabbrica  ma non ha mai smesso di leggere e Mimì, voce narrante,  mentre ancora studia pensa e sogna  cosa farà da grande. 

C’è come una linea di galleggiamento nello scorrere della vita in casa Elia . Una linea che tiene separati  due mondi inconciliabili destinati prima o poi alla resa dei conti.  Al di sopra, vigono i divieti imposti dal padre alle figlie in nome della tradizione  e del pensiero comune, un  misto di perbenismo e moralismo cattolico: ..non c’era questione da cui più fosse ossessionato, il contegno, la compostezza, l’educazione severa che quotidianamente ci impartiva. “Delle figlie mie, in paese,  si deve dire solo bene “ dichiarava..
Al di sotto, lontano dai diktat del padre-padrone, presente solo per il rito del pranzo e della cena, si dipana invece  la vera vita della famiglia Elia, all’insegna della complicità tra le sorelle che, sotto lo sguardo protettivo e compiacente della madre, respirano a pieni polmoni  l’aria nuova che sta investendo la società.

Mentre Maria, la più grande e meno influenzata dalle nuove istanze accetta di sposarsi in linea con la tradizione , le altre sorelle , Ada attraverso le eroine della letteratura inglese e russa, Giovanna con la musica ribelle e Mimì incantata dal cinema, scoprono che un nuovo mondo, un mondo a colori è possibile. Ma è soprattutto Mimì che , attratta dalla magia del racconto cinematografico, che si tradurrà per lei nel racconto di un paese che inizia , così, a scoprirsi diverso, a cogliere al meglio lo spirito del tempo, diventandone protagonista. 

Ma il difficile equilibrio tra i due mondi all’interno della famiglia Elia, sempre più incalzato dall’aria di libertà e contestazione che investe la società, si romperà quando una vendicativa rivelazione porterà all’inevitabile e tragico scontro tra i due mondi. Scontro che sancirà, così come ha fatto in grande la Storia, i sconfitti e vincitori in casa Elia.

Nel solco delle scrittrici della prima metà del Novecento, come Alba De Cespedes, Francesca Giannone riesce a raccontare con estrema efficacia la parabola discendente della società patriarcale e le sue resistenze all’affermarsi di una nuova identità femminile nell’Italia post bellica. Riducendo in scala familiare il conflitto sociale e culturale che attraversa il Paese, realizza una felice trasposizione, il cui risultato è quello di mettere a fuoco il ruolo della famiglia come luogo dei conflitti e cinghia di trasmissione sia del pensiero dominante che delle istanze di cambiamento. Un libro da non perdere soprattutto per chi è stato testimone di un’epoca e di un periodo storico così fertile e ricco di speranze.

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