La Chimera di Sebastiano Vassalli

La Chimera di Sebastiano Vassalli

Novembre 5, 2022 1 Di beppe orlando

L’autore ci racconta (rivelandone fin da subito l’esito) una storia vera, quella di una bimba “esposta” , abbandonata in fasce nella ruota di un convento di Novara il 17 gennaio 1590, che prenderà il nome di Antonia Spagnolini (il nome in omaggio al giorno di S.Antonio Abate; il cognome dalle caratteristiche somatiche che facevano pensare ad una diretta discendenza con uno dei non pochi soldati spagnoli della guarnigione della città) e che, ventenne, verrà accusata di essere una strega e condannata al rogo.

Antonia sopravvive ai primi mesi di vita a differenza di tanti e tante altre esposte, cresce e diventa molto bella ma il suo essere “scura d’occhi, di pelle e di capelli” la fa subito diversa dalle altre, “quasi un mostro per i gusti dell’epoca”. Una diversità che le sarà fatale.

Viene allevata nel convento fino all’età di dieci anni non proprio felici ma al cui tran tran si abitua lentamente. Sembra destinata a rimanere al convento tutta la vita a differenza delle altre esposte, in quanto troppo bella per essere scelta in adozione. Venivano adottate infatti solo le bambine molto brutte, tanto brutte “da tenere a bada gli uomini ed evitare l’imbarazzo di una gravidanza” . Invece e purtroppo per lei verrà scelta da una coppia di bravi ed onesti contadini di Zardino, un paesino della campagna novarese. Paesino che oggi non esiste più, probabilmente a causa di un’alluvione del Sesia.

L’arrivo a Zardino di Antonia così bella e così diversa dalle altre è subito causa di invidie, gelosie e ripicche tra vicini. Antonia che cresce e diventa ancora più bella si rivela di un’altra pasta rispetto agli abitanti di Zardino. Si dimostra altruista e indipendente rispetto al dilagante conformismo bigotto e per questo attirerà su di sé un fiume di maldicenze che intrecciate ad interessi personali e politici di personaggi d’alto rango del clero metteranno in moto un meccanismo inarrestabile che la porterà a processo per stregoneria. Processo che decreterà la sua condanna a bruciare viva nel bosco di Zardino.

Un affresco inevitabilmente a tinte fosche dello stesso periodo storico oscurantista raccontato ne I Promessi Sposi ma che in questo caso ci viene raccontato privo della lente provvidenziale cara al Manzoni come viene sottolineato da Vassalli stesso al termine del libro facendo professione di ateismo. Ed un tentativo, dichiarato dall’autore, di comprendere l’origine del carattere degli italiani, modellato in questo secolo all’ombra di una Chiesa dove imperversavano corruzione, illegalità e lotte di potere ingaggiate dalle varie consorterie legate al pontefice di turno e che riduceva la morale solo ad una formale adesione ai dogmi .

Un libro assolutamente da leggere e particolarmente efficace nella seconda parte dedicata alla creazione del “mostro” tramite le accuse di concupiscenza con il Diavolo (la bellezza di Antonia indulge al peccato e quindi è essa stessa peccato e trasfigurazione del Diavolo). Non può non rimanere impressa al lettore la ferocia con la quale gli abitanti della Bassa partecipano alla “flagellazione” di Antonia che dopo esser stata torturata e stuprata presso il tribunale dell’Inquisizione subisce una sorta di via crucis che la conduce al rogo tra le urla di disprezzo e di giubilo di quanti l’autore così descrive: Non erano gente malvagia né sanguinaria, al contrario erano tutti brava gente , la stessa brava gente laboriosa che nel nostro ventesimo secolo guarda la televisione, va a votare quando ci sono le elezioni e che quando c’è da fare giustizia sommaria di qualcuno la fa, senza bruciarlo, ma la fa; perché quel rito è antico quanto il mondo e durerà finché ci sarà il mondo:” finché ci saranno gli uomini ci saranno i Gesucristi o le Gesucriste “.