Dove un’ombra sconsolata mi cerca

Dove un’ombra sconsolata mi cerca

Ottobre 24, 2022 0 Di beppe orlando

recensione di Beppe Orlando

Molesini ci racconta una storia di formazione ambientata nella laguna sullo sfondo della seconda guerra mondiale ed in particolare del periodo dall’armistizio. Guido è il protagonista ed anche l’io narrante del libro. Il padre detto il Comandante è un ufficiale di Marina e lavora nei servizi segreti a Roma. Guido che all’inizio del racconto nel 1934 ha quattro anni, assorbe dai genitori sia lo spirito di avventura del padre, uomo di mare e nel tempo libero costruttore di mappamondi che la sensibilità poetica della madre. Quando Guido all’età di dieci anni perderà la madre sarà costretto a crescere con un dolore che non lo abbandonerà mai, ma al tempo stesso libero in un ambiente misterioso ed affascinante, affollato di personaggi raccontati al limite del fiabesco tra i quali spicca la vecchia Sussurro, una sorta di capo tribù che emana un’aura di autorevole magia. Dopo l’armistizio il Comandante torna in Laguna ed organizza una rete di partigiani tra le cui file si annida un traditore e della quale faranno parte in qualità di staffette anche Guido ed il suo amico Scola, analfabeta ma pieno di vita. Guido conoscerà quindi l’avventura ma anche l’amore, l’amicizia oltre alla delusione ed al tradimento i cui esiti fatali lo allontaneranno definitivamente dal padre e la cui trama  si svelerà compiutamente solo nelle ultime pagine quando un Guido adulto scoprirà ciò che in fondo aveva sempre sospettato.

L’ombra del titolo è l’ombra delle delusioni e del rimpianto e delle implicite promesse dell’infanzia non realizzate. Un libro metafora della vita scritto in maniera sublime e che sembra composto da frammenti di ricordi e come i ricordi si sviluppa senza rispettare un preciso ordine cronologico. Un romanzo poetico dove ogni cosa sembra avere un’anima: gli odori, i rumori ed i silenzi della laguna diventano protagonisti al pari dei personaggi. Una scrittura intrisa di poesia che ti avvolge, ti inebria e che riuscendo a dare dignità poetica anche al dolore più grande trasforma quello che in apparenza potrebbe sembrare uno sguardo pessimista sull’ineluttabilità delle debolezze umane, in un inno alla vita.

Una virata di leopardiana memoria