Il male oscuro del nostro tempo

Il male oscuro del nostro tempo

Marzo 31, 2026 0 Di beppe orlando

Inoculato come fosse un veleno nelle vene delle democrazie, ammorba ed intossica la politica nel delicato rapporto con l’informazione ed il consenso. È un male sottile, infido, che rischia di essere sottovalutato visto che si presenta con la forma democratica ma che intaccando le nostre certezze ed il nostro rapporto con la verità, è in grado di produrre una vera e propria distorsione, quasi un capovolgimento, nell’elaborazione concettuale del presente oltre che del passato, dove le distinzioni tra giusto e sbagliato, tra ciò che è consentito (dalla legge scritta e non..) e ciò che non lo è , rischiano di risursi a puro esercizio retorico. Non rappresentano più un punto fermo, una condizione “ a prescindere”, per elaborare un pensiero, un progetto: sono categorie desuete, alla stregua di strumenti obsoleti, buoni per un tempo passato, ma inservibili oggi al tempo di una politica che ha abdicato al pensiero critico sostituendolo con la logica dello schieramento.

È in atto da tempo un’Opa della malapolitica nei confronti delle democrazie che si scoprono,cosí, prive degli strumenti necessari per arginare un pericolo non previsto, un nemico che non viene da fuori, un nemico autoprodotto che non sfida (per il momento ) le forme democratiche, che anzi le usa per legittimarsi e legittimare cosí i propri disvalori: Il lavacro del rito elettorale che diventa l’alibi per giustificare l’ingiustificabile. Come si fa ad arginare la disumanità, l’ingiustizia sociale e l’interesse privato se trasformandosi in opzione politica e acquisendo quindi la cittadinanza democratica, in una sorta di auto-riciclaggio, ottengono come conseguenza il risultato di ridurre al semplice ruolo di competitor i valori umani ed i diritti privandoli cosí della loro forza “naturale” relegandoli a semplice opinione di parte?

È in questo modo che l’antifascismo da valore assoluto di libertà si riduce a punto di vista, che gli aggressori si trasformano in aggrediti; che il disprezzo per le diversità diventa difesa della famiglia; che l’umanità nei confronti dei poveri della terra nasconde in realtà il progetto di “sostituzione etnica”, mentre la disumanità nei confronti dei migranti non è altro che rispetto della legge; che la giustizia fiscale diventa “pizzo di stato” e la lotta all’evasione fiscale, violazione della privacy; che mentre per i disperati il carcere è sinonimo di giustizia, per i potenti si trasforma in attacco politico; che la povertà è inevitabile o al massimo una scelta personale e che i sussidi all’indigenza sono un’ingiustizia nei confronti di chi lavora.

Presto anche il concetto di Democrazia sarà opinabile perchè il suo destino è legato indissolubilmente a quello dei diritti e dei valori, che sono di tutti o non sono, quei valori universali che sembra proprio abbiano cessato di essere tali, se anche chi, come Papa Francesco, li richiama ogni giorno, è finito nel tritacarne delle verità di parte.