Solitudine e povertà
Nell’esortazione apostolica Dilexi Te (“Amo Te”), scritta nel giorno di San Francesco, Papa Leone XIV parlando delle diverse forme di povertà, cita anche la “povertà di chi è emarginato socialmente e non ha strumenti per dare voce alla propria dignità e alle proprie capacità”
Esiste, infatti, un legame stretto e osmotico tra la solitudine sociale e la povertà. Una solitudine non ricercata ma subita, figlia del venir meno di quel legame sociale che è la vera cittadinanza attiva. Viviamo in una società composta sempre più da individui i cui diritti che dovrebbero essere uguali per tutti e a tutti i diffusi, sono stati spezzati e spezzettati.
Individui che vagano soli in uno spazio dove i diritti sono stati sostituiti dalla carità sotto la forma fantasiosa e a tratti grottesca dei bonus più disparati: briciole anziché un pasto regolare. E’ senza i diritti che, alla fine, si diventa poveri ed il marchio infamante, la lettera scarlatta dell’ indigenza fa il resto, trasformando chi ha bisogno in un reietto e la solitudine sociale in solitudine relazionale.
Perdere i diritti equivale a perdere la dignità e ad essere cancellati dal consesso umano e civile. È così che, soli e spauriti, i poveri-poveri, I poveri dal lavoro sottopagato, i poveri da pensione che di sociale ha solo il nome, i poveri espunti da un Welfare-State a pagamento, bussano alla porta della Fondazione Antiusura , spiaggiati ma non finiti, non del tutto almeno, con la speranza nel cuore di “rientrare” in un sistema che li espulsi e li considera solo un danno collaterale.
Ecco cosa fanno i volontari della Fondazione Antiusura di Genova, cercano di rimettere insieme i pezzi di un macrocosmo sociale che la forza centrifuga delle ingiustizie ha relegato ai margini della società. Come infermieri ascoltano e curano le ferite dell’anima, come chirurghi cercano di ridurre o asportare la mala pianta dell’indebitamento, in una società dove è più facile fare debito che essere pagati dignitosamente, dove lo Stato tassa più il lavoro che le rendite finanziarie oltre a lucrare sul gioco d’azzardo e dove la Sanità da pubblica diventa privata, trasformando il diritto alle cure in un privilegio di casta.
Al fronte di una “guerra” sempre più impari, i volontari della FAU cercano di salvare vite e quando ci riescono è come se facessero Giustizia.
Come dice ancora Papa Leone XIV , nel messaggio dedicato alla giornata mondiale dei poveri (16 novembre 2025) : “Aiutare il povero è infatti questione di giustizia, prima che di carità. “Come osserva Sant’Agostino: «Tu dai del pane a chi ha fame, ma sarebbe meglio che nessuno avesse fame, anche se in tal modo non si avrebbe nessuno cui dare. Tu offri dei vestiti a chi è nudo, ma quanto sarebbe meglio se tutti avessero i vestiti e non ci fosse questa indigenza»”