Una Storia nera – un romanzo di Antonella Lattanzi
C’è qualcosa di più ambiguo dell’amore violento? Di un amore che si trasfigura in brama di possesso e perciò già violento perchè non contempla la perdita, così totalizzante da riuscire ad apparire subdolamente protettivo in una sorta di giustificazione auto assolutoria che vale ancor più per la vittima che per il carnefice? Una Storia Nera è si la ricostruzione di un delitto ma è soprattutto l’anatomia di quell’impasto oscuro di amore e violenza, appunto, che è la cultura patriarcale.
Ed è proprio l’ambiguità a lasciare la sua impronta di indeterminatezza tra le pieghe del racconto. Grazie alla tecnica narrativa “sincopata” dell’autrice che tradisce in questo modo la sua familiarità col mondo del cinema, niente appare com’è e tutto sembra davvero possibile. Ogni personaggio sembra sempre nascondere una parte di verità , contribuendo a quel crescendo di tensione così importante per la riuscita del racconto e che si scioglierà solo all’ultima pagina.
Roma, agosto 2012
In una Roma plumbea e rovente, quasi un presagio , nella discarica a cielo aperto di Spinaceto, viene rinvenuto un cadavere irriconoscibile , trasformatosi, nel frattempo, in banchetto per i gabbiani che, affamati, da giorni stanno volteggiando minacciosi sulla città.
L’identità del corpo ritrovato corrisponde a quella di Vito Semeraro, un marcantonio d’ uomo, originario di Massafra in Puglia, dove vive la sua potente famiglia di origine, denunciato scomparso e ricercato da giorni, dopo una inaspettata cena dalla ex moglie Carla che , nonostante le violenze subite in passato e le preoccupazioni dei figli Nicola e Rosa circa la possibilità che l’occasione potesse diventare fonte di nuove violenze, aveva ceduto alla richiesta della piccola Mara, desiderosa di festeggiare il suo compleanno anche con il papà.
Vito , nonostante tutto, era ancora amato dalla ex moglie e dai figli, era benvoluto e stimato sul lavoro oltre ad essere quasi venerato dalla sua famiglia d’origine e dalla attuale compagna e dalla di lei figlia. Per questo inizialmente la polizia brancola nel buio ma lentamente le incongruenze iniziano a svelarsi ed il cerchio a restringersi fino ad una confessione che non convince tutti. Sarà questa verità, dunque, ad affermarsi?
Con una scrittura anarchica e irrispettosa della sintassi e proprio per questo fluente e veloce come il pensiero e come tale capace di scavare in profondità, l’autrice costruisce un racconto intenso e sorprendente dal sapore poliedrico: dramma sociale, noir e legal movie, si fondono al passo della cronaca. Un romanzo che, a proposito di ambiguità, si regge in maniera magistrale sul labile confine tra giustizia e verità. Da una parte la vita storta con le sue tante verità, dall’altra la rigidità della norma. Ma se l’applicazione della norma ci allontana dalla vera giustizia?